articolo apparso sul Messaggero Veneto del 14 settembre 2002
No alle immagini delle facce dei tifosi in tv per protestare contro l’eccessiva commercializzazione del calcio e lo
spezzettamento del calendario. Questo lo scopo della campagna “Noi la faccia non ce la mettiamo” lanciata da Progetto
Ultrà, l’organizzazione con sede a Bologna che riunisce le tifoserie di tutta Italia, da sempre impegnata nella lotta
alla violenza e al razzismo sulle curve.
«Stiamo cercando di capire se sarà possibile agire per vie legali e denunciare chi, fatte le riprese dei singoli
tifosi, le manda in onda»: Carlo Balestri, responsabile di Progetto Ultrà, ha spiegato così l’iniziativa che già
da oggi prenderà il via, con una raccolta di firme, in molti stadi italiani. Così i “curvaioli” di Ancona, Bari,
Catania, Cosenza, Firenze, Genoa, Messina, Napoli, Palermo, Salerno, Sampdoria, Venezia e Vicenza faranno firmare una
petizione, sottoscrivendo la quale non si dà il nulla osta alla trasmissione della propria immagine in video. E gli
ultrà dell’Udinese? Si riservano di decidere se aderire o meno all’iniziativa: ne discuteranno domani prima della
partita con il Parma.
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