Gli uomini della Curva si ribella al caro prezzi, alle pay tv e agli orari differenziati. Previsti addirittura scioperi
articolo di Nicola Nucci sul Corriere dello Sport del 12 settembre 2002
Da tempo gli ultrà si sono mobilitati contro i deliri del "calcio moderno", simbolizzata dall'odiata pay-tv e dal calcio spezzatino.
E tra biglietti sempre più cari, treni speciali aboliti, inasprimento delle normative anti-violenza, per il
cosiddetto "dodicesimo uomo in campo" la vita è sempre più dura. Il malcontento che serpeggia nelle curve è pronto ad
esplodere alla prima giornata. e il fronte della rivolta spazia dalla serie A alle categirie. Il Progetto Ultrà, organismo che
si batte per la difesa della cultura popolare del calcio e i diritti dei tifosi, annuncia una serie di iniziative contro
il calcio-business. Nel corso di un incontro, domani mattina, saranno illustrate originali forme di protesta che una
coalizione di tifoserie ha intenzione di inscenare negli stadi. Una protesta spiegata dal coordinatore Carlo Balestri:
"Lanceremo una campagna che vede coinvolte una parte delle tifoserie, con la speranza che si allarghi a macchia d'olio anche
nel resto degli stadi. Sappiamo che altri tifosi manifesteranno in modo spontaneo contro la crisi del calcio e la mancanza di
soluzioni adottate dai club. Soluzioni che hanno dimenticato ogni tipo di valore sociale". Striscioni polemici (uno
ei più gettonati "Spegni la tv, accendi la passione"), coreografie provocatorie (tv di cartone da scoppiare) avranno
come obiettivo l'eccessiva commercializzazione del calcio. Non sono escluse anche forme di proteste più radicali: curve
vuote, ingresso a gara iniziata e sciooperi del tifo. Le più agitate sono le tifoseri di B, direttamente colpite dallo
spostamento del campionato al sabato sera. "Vogliamo far riflettere sulla decissione della Lega - prosefue il
responsabile del Progetto Ultrà - che è stata presa senza considerare le esigenze dei tifosi, molti dei quali al
sabato lavorano e faranno fatica a spostarsi. Nelle sere invernali, specie al Nord, ghiaccio e nebbia saranno gli unici
spettatori". In prima linea ci sono anche gli ultrà del Brescia, che qualche giorno fa hanno organizzato un sit-in
convocando pure tifosi di altre squadre davanti alla sede della Lega Calcio per esprimere il loro dissenso. Al grido
"Ridateci la solita dmenica", la richiesta di un maggior coinvolgimento dei tifosi nelle decisioni che li riguardano e
un ritorno al calcio di una volta, quando le partite cominciavano alla stessa ora e lo stesso giorno. "Da sempre ci battiamo
contro questo calcio 'moderno' - si legge nel comunicato diffuso dalla Curva Nord del Brescia - che secondo noi
non ha alcun rispetto per i veri tifosi, quelli legati alle vecchie tradizioni, affollano gli stadi italiani. Gli stessi
tifosi che, con la loro voce, la loro passione, il loro amore e con tanti sacrifici, hanno reso questo sport un
fenomeno di massa". da tempo su internet circola una manifesto "No al Calcio Moderno", con dieci richieste che vanno dal
ritorno alla numerazione classica sulla schiena dei giocatori al ripristino della vecchia Coppa dei Campioni.
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