
Matteo Ghione è un giocatore quasi diciannovenne, di madre brasiliana e padre italiano. Attualmente gioca nel F.C.
Bolzano-Bozen 1996 (Serie D), ma è cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Juventus.
Volentieri pubblichiamo una sua dichiarazione contro il razzismo, a seguito dei fatti di Zoro.
Matteo, infatti, sul suo
sito) si impegna attivamente nella lotta contro la discriminazione.
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Domenica prossima entreremo in campo con cinque minuti di ritardo perchè dopo il clamoroso gesto del giocatore del
Messina Zoro sembrano essersi improvvisamente risvegliate le sopite coscienze del mondo del calcio.
Sono certo che domenica tutte le componenti di questo mondo faranno a gara per dimostrare quanto questo aberrante
fenomeno non li riguardi in prima persona...proprio loro, da sempre così in prima linea contro il razzismo e
l' intolleranza sui campi di calcio! Fiumi di parole, striscioni a centrocampo... ma quando i taccuini si chiuderanno
e le telecamere si spegneranno, siamo proprio così certi che qualcosa sarà cambiato e che abbia avuto inizio una nuova
era...permettetemi di avere qualche dubbio al riguardo. Con ogni probabilità nel giro di un paio di settimane si
saranno tutti dimenticati di Zoro e dei loro buoni propositi. "The show must go on"...!
Il razzismo di per se è un fenomeno culturale, storico, politico e soprattutto sociale che va ben oltre i "buuu" di
una curva, che non è patrimonio esclusivo del calcio ma contro il quale il calcio, per l' enorme seguito ed importanza
che riveste nella società italiana, specialmente tra i più giovani, puo' fare moltissimo.
I cinque minuti di ritardo vanno benissimo, è meglio che niente...ma se la prossima volta uscissimo davvero dal campo,
lasciando gli idioti da soli con i loro "buuu"...sarebbe ancora meglio!
(3.12.2005 - Matteo Ghione)