scritto da Ashley Green - Progetto Ultrà
10 febbraio 2003
"Eravamo come gli Unni nelle campagne (paludi sarebbe ben più appropriato) intorno a Livorno". Così diceva un amico
sulla strada del ritorno, in una sorta di strano stato d'animo misto rabbia-impotenza-tristezza-incredulità. Erano le
nove di sera, all'autogrill Cantagallo, ed eravamo in viaggio dalle 9 di mattina: più di 12 ore perse, oltre ai soldi
sborsati, per non arrivarci mai allo stadio livornese, per rimanere nel fortunatamente assolato nulla di un Interporto
di periferia. Ma gli Unni questa volta di barbaro non avevano fatto granché, e l'orda si era comportata fin troppo bene
vista la situazione creatasi…
Partiti alle 9.30, dopo aver dovuto esibire davanti alla telecamera di un solerte addetto della scientifica un
documento d'identità per poter partire, procedura di per sé legalmente discutibile, i pullman sono otto, il nostro in
testa e il Califfo alla guida, folle e "bacucco" come sempre. Dopo un'ora ci fermiamo lungo la strada per un po'
d'aria, mentre alle pendici dell'Appennino sorprendentemente possiamo mangiare qualcosa e sgranchirci le gambe in un
autogrill peraltro blindato. Al casello di Firenze, poi, prima di imboccare la Firenze-Mare, salgono con noi alcuni
gemellati viola, giusto per riempire ancor più un pullman già stracolmo e fitto di gente in piedi. L'atmosfera è bella
calda, sappiamo che all'arrivo ci sarà da stare svegli ma tutto è tranquillo, finché a pochi Km da Livorno non ci
fermiamo tutti ad un distributore dove finalmente prendiamo conoscenza delle Forze di Polizia che ci scorteranno fino
allo stadio. Da un momento all'altro l'aria cambia, è come se avessimo tutti attaccato la spina: la vista di manganelli
pronti per l'uso e cellulari ovunque ci ricorda che non siamo in visita di cortesia. Ripartiamo in pochi minuti,
fortunatamente visto che tra una cosa e l'altra si sono già fatte le due, ma dopo pochi Km ecco la sorpresa, giacché
le volanti ci guidano in un'uscita d'aperta campagna, in una zona industriale che più brutta di così ne ho viste poche,
e poi ci fanno fermare tutti incolonnati in un rettilineo nel bel mezzo del nulla. Campagna incolta da un lato, con la
superstrada in vista, un deposito di auto da immatricolare dall'altro: in mezzo noi e i celerini.
Scendiamo tutti dai mezzi, senza problemi e incidenti di sorta, per una perquisizione personale e dei pullman.
Quintali di bottiglie scolate vengono raccolte dal pavimento, e gettate nei campi, mentre è strano notare come nessuno
controlli zaini ed effetti personali lasciati sui sedili. Mah. A parte le bottiglie, comunque, le forze dell'ordine
non trovano nulla. Un poliziotto mi chiede se abbiamo tutti il biglietto, e la risposta unanime è naturalmente sì,
anche perché è effettivamente così, la maggior parte di noi ha deciso di evitare qualsiasi problema ed ha seguito le
direttive della vigilia, acquistando quel dannato tagliando da 14€. A dimostrare la veridicità del fatto venerdì in
prevendita ne erano stati venduti più di 400…
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