Uno sguardo al mondo del tifo da chi lo conosce veramente perché frequenta le curve, per presentare non solo e sempre
l'aspetto connesso alla violenza, ma quello legato alla passione alla cultura.
Articolo di Sergio Perego tratto da il Giorno del 13 dicembre 2002
MONTICELLO BRIANZA — «Il tifo non è solo violenza. Basterebbe guardarci dentro con più attenzione per scoprire che
i violenti sono una piccola minoranza. Il tifo rappresenta invece, da 30 anni, una vera e propria sottocultura
giovanile, forse la più radicata, duratura e diffusa oggi nel nostro paese.
E' importante allora capire chi sono i
tifosi, e gli ultras, ovvero quella parte di giovani e giovanissimi che vivono in modo più radicale la passione
calcistica»: questo il presupposto sul quale Gabriele Viganò, esperto di tifo, laureato con una tesi sull'
argomento, ha costruito «Quelli che... gli ultras - per tifare con la testa», progetto di educazione al tifo
che si articola in una mostra fotografica aperta dal 16 dicembre all'ITC di Villa Greppi. Una serie di film e di
incontri sull'argomento verranno presentati venerdì insieme al progetto sostenuto dall'amministrazione comunale di
Monticello Brianza, e dal Cag «Altr'onde».
Con il progetto si vuol esplorare il mondo degli ultras per scoprirne
anche la forza di socializzazione e aggregazione, la capacità creativa ed innovativa. Dimostrando anche, come sia
possibile vivere in modo coinvolgente e partecipato la passione sportiva, da ultras appunto, senza per questo farne
seguire comportamenti violenti o intolleranti. Ha detto Nicola Beretta, responsabile degli operatori del Cag, durante
la presentazione del progetto: «Questa per noi vuole essere una strada da sperimentare, un modo per capire e
raggiungere giovani che non frequentano il Cag, e aprire con loro un dialogo».
«L'amministrazione di Monticello - ha spiegato Gabriele Viganò - ha accettato di affrontare un tema, spesso
affrontato con superficialità». Spiegano in Comune: «Con "Quelli che..con gli ultras" si vuole valorizzare la
passione sportiva in quanto autentica cultura giovanile, dando risalto alla forza di aggregazione ed alle motivazioni
positive che stanno alla base dell'adesione di tanti ragazzi al modello del tifo ultrà. Due gli obiettivi: suscitare
l'interesse e la partecipazione, in particolare dei giovani tifosi; fornire elementi di educazione alla passione dei tifosi».
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