Abbiamo deciso di rendere pubblico questo comunicato solo a ridosso della manifestazione organizzata dagli
Irriducibili Lazio per non andare in contrapposizione con chi sta per scendere in piazza.
Abbiamo cercato di non accendere i toni, di non addossare pubblicamente le colpe a qualcuno, di non specificare le
ragioni del disaccordo, lasciando una porta aperta per il futuro e per una possibile riconciliazione per il bene del
movimento. Ed ecco che, come si poteva forse supporre, c'è chi queste cose non le capisce e coglie anzi l'occasione
per strumentalizzare il tutto e ribaltare la realtà. E allora è giunto il momento di raccontare le cose come stanno,
perché chi questa manifestazione del 4 aprile ora se la deve gestire, messo con le spalle al muro, non ha saputo far
altro che sfornare falsità.
Punto 1.
Le tifoserie che hanno deciso di non partecipare alla manifestazione dopo i disaccordi con gli Irriducibili Lazio
sono le seguenti: Bergamo, Brescia, Milan, Napoli, Parma, Reggio Emilia, Salerno, Torino. A queste vanno aggiunte
tutte quelle che si sono tirate fuori già dall'inizio, pur sostenendone la causa, perché non si fidavano del gruppo
ospitante e perché non ne condividevano la mentalità (Ancona, Catanzaro, Cosenza, Cremona, Perugia, Pisa, Venezia…), e
quelli che lo faranno adesso dopo i recenti sviluppi (Arezzo, Bologna, Cava, Chieti, Empoli, Modena, Pescara, Pesaro,
Pistoia, Ravenna, Boys Reggina, Sampdoria, Torres, Vicenza…).
Punto 2.
A questo punto specifichiamo le ragioni della divisione, non ci resta altro da fare. Sono fondamentalmente due: da un
lato divergenze organizzative, specialmente sulla conclusione della manifestazione, dall'altro un diktat degli
Irriducibili che non volevano figurasse pubblicamente il Progetto Ultrà né nella conferenza stampa, né alla
manifestazione.
Per quanto riguarda il primo problema, la maggioranza dei gruppi promotori della manifestazione (quelli poi che hanno
dato il via a tutto il progetto mesi fa) era contraria fin dall'inizio all'idea di un comizio finale, preferiva la
semplice lettura di un comunicato ben preparato, per evitare possibili strumentalizzazioni e per poter studiare bene
ciò che si sarebbe detto. I gruppi ospitanti, invece, avevano in mente un comizio a ruota libera, e non cedevano su
questo punto. Abbiamo quindi proposto di far leggere a tre rappresentanti (nord-centro-sud) un discorso preparato, ma
neanche quest'idea è stata accettata: un testo concordato con gli altri gruppi non andava bene. Il punto principale
era che i gruppi ospitanti volevano che ci fosse la possibilità di parlare a ruota libera, su temi concordati ma a
ruota libera: sappiamo tutti come, di fronte a migliaia di persone, uno possa farsi prendere la mano. Nonostante si
comprendesse quindi il momento delicato per gli Irriducibili, nonostante si fosse più che solidali con loro per gli
arresti subiti e le custodie cautelari, non si poteva accettare il rischio che un discorso unitario su problemi degli
Ultras diventasse un discorso personale sui problemi di questo o quel gruppo. Ma su questo punto ci si è trovati
davanti ad un muro. L'atteggiamento dei gruppi ospitanti è stato questo "O si fa così o noi scendiamo in piazza lo
stesso da soli, non ce ne frega nulla". Alla faccia dell'unità!
Poi, a 5 giorni dalla manifestazione, è emerso il problema del Progetto Ultrà, che dev'essere veramente un grosso
problema per i gruppi ospitanti, visti poi i comunicati del 2 aprile e quelli successivi che ne accusano il
responsabile per quanto sta accadendo. Pur essendo il Progetto Ultrà uno dei promotori della manifestazione, pur
avendo fatto da tramite tra molti gruppi, pur avendo contribuito a creare quel gruppo di lavoro che ha portato avanti
tutto il progetto, ben prima che si inserissero coloro che oggi si vantano di ciò che è stato fatto da altri, gli
Irriducibili hanno posto come condizione che il Progetto Ultrà non comparisse. Le ragioni per questo? Il fatto che il
Progetto Ultrà porta avanti iniziative come i Mondiali Antirazzisti. Alla faccia dell'unità.
Posti di fronte a questo diktat, in condizioni normali e vista la posizione di maggioranza, sarebbero stati i gruppi
di Roma a doversi tirare indietro e dire "noi così non ci stiamo"! E invece, vista la scelta di Roma come sede della
manifestazione, hanno potuto dire "facciamo tutto da soli" andandosene via dalla riunione bellamente e fregandosene
altamente di ciò che pensava la maggioranza di quello che può essere definito il "gruppo di lavoro".
Punto 3.
E' inutile che adesso questi gruppi organizzatori si nascondano dietro ad accuse infamanti tese a screditare l'operato
di un individuo, facendone tranquillamente il nome e attaccandolo personalmente, accusandolo di falsità dopo che fino
a ieri era una continua chiamata al telefono per organizzare la manifestazione. I gruppi ospitanti, Irriducibili in
primis, sanno benissimo che le scelte sono state prese da molti gruppi ed in totale accordo (vedi quelli elencati
sopra più tutti quelli che si toglieranno adesso), e non dal Sig. Carlo Balestri, né tantomeno dal Progetto Ultrà. E'
inutile che vi abbassiate a tanto per giustificare la rottura del gruppo di lavoro da voi voluta e il voler fare
tutto unicamente a modo vostro.
Allo stesso modo, speriamo sia chiaro che non vi sono motivazioni politiche di sorta dietro a questa frattura, come ci
è capitato di sentir dire. Per ogni eventuale dubbio, può essere sufficiente vedere la lista dei gruppi firmatari di
questo comunicato.
Siamo comunque assolutamente solidali con il gruppo ospitante per gli arresti ingiustificati subiti, e non vogliamo
porci in contrapposizione con la manifestazione di oggi 4 aprile. Speriamo anzi, essendo prima di tutto Ultras, che
la protesta di Roma possa contribuire a dare un segnale positivo e portare miglioramenti alla situazione del mondo
Ultras.
Determinati atteggiamenti ci hanno però portati a dover assumere una posizione netta e decisa.
E' infatti troppo facile accusare, addossare ad altri le colpe della rottura a pochi giorni dalla manifestazione,
accampando anche tesi pretestuose come quella di non essersi attenuti alla riunione di Salerno dove, e tutti i
partecipanti lo possono confermare, le uniche cose decise sono state il sì alla manifestazione, le possibili date e
qualche regola di partecipazione, ma sicuramente non il vostro tanto caro comizio finale.
Ma questo pensiero potrà forse far riflettere…
Se da un progetto così importante decidono di tirarsi fuori, dopo averci lavorato per mesi, a pochi giorni di
distanza e con tutto quello che può comportare, gruppi come i bergamaschi, i bresciani, i milanisti, i napoletani, i
salernitani e tutti quelli elencati sopra, una ragione ci sarà non è vero???
Un'ultima cosa: se gli Irriducibili o chi per loro gestisce la manifestazione avessero avuto almeno il buon gusto di
scrivere un nuovo comunicato ufficiale ed un nuovo volantino, sviluppando tematiche proprie invece di risistemare a
loro piacimento quello precedentemente preparato per la manifestazione unitaria, sarebbe stato un bel gesto.
E invece anche questo può essere visto come un evidente sintomo di come si sia sfruttato il lavoro di altri per farsi
belli di fronte al mondo Ultras.
Il presente comunicato è da considerarsi scritto, condiviso e firmato dai seguenti gruppi:
Brigate Rossonere Milan e Commandos Tigre Milan
Curva Nord Atalanta
Curva Andrea Costa Bologna
Curva Nord Brescia 1911
Fedayn Napoli
Boys Parma e Settore Crociato Parma
Ingrifati Perugia
Boys Reggio Calabria
Teste Quadre Reggio Emilia
I gruppi di Salerno
Ultras Tito Cucchiaroni Sampdoria
Ultras Granata e Granata Korps
Ultras Unione e Rude Fans Venezia-Mestre
Ultras Curva Sud Cavese
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