Troppo spesso, in special modo in seguito alle problematiche ed alle fratture emerse prima della manifestazione di
Roma dell'aprile 2003, il nome di Progetto Ultrà viene tirato fuori in riferimento ad un episodio avvenuto agli
Europei del 2000 in Olanda e Belgio.
Il Progetto Ultrà viene infatti accusato da alcuni gruppi (gruppi tra l'altro non presenti in quell'occasione e
assolutamente non coinvolti nell'intera faccenda) di aver fatto arrestare due ragazzi italiani che durante l'inno
nazionale, prima di Italia-Svezia, si esibivano nel saluto romano.
Tutto nasce da un articolo comparso su La Nuova Venezia il 26 giugno 2000. Stando ad una dichiarazione riportata dal
giornalista del quotidiano, e presa da un'intervista ad una ragazza che collaborava con la Fan Embassy, i ragazzi
presenti in Olanda avrebbero segnalato alle forze dell'ordine i due Ultras autori del saluto romano per farli
arrestare o allontanare dallo stadio. Si è trattato ovviamente di un'interpretazione totalmente sbagliata ed infamante
da parte del cronista. Il lavoro della Fan Embassy nei Paesi Bassi era esattamente l'opposto: si voleva cercare di
tenere fuori dai guai ed aiutare i tifosi italiani che seguivano la Nazionale. Ecco che quindi, quando gli stewards
dello stadio di Eindhoven hanno notato i ragazzi italiani sulla balaustra (a pochi passi di distanza) con il braccio
teso e li hanno segnalati alle forze dell'ordine (e chi era agli Europei sa che il servizio d'ordine era decisamente
efficiente), i rappresentanti della Fan Embassy si sono affrettati sul posto ed hanno fatto in modo che le conseguenze
fossero minime.
Grazie al loro intervento in inglese, infatti, e ad una lunga contrattazione con la polizia, invece di venire
arrestati i due ragazzi autori del gesto sono stati solo allontanati dallo stadio, e l'atmosfera stessa, che stava
diventando tesa, si è rapidamente tranquillizzata. Ci teniamo quindi a ribadire che
i due ragazzi non sono mai
stati arrestati, e questo non per colpa ma
grazie all'intervento dei rappresentanti di Progetto Ultrà,
tanto che gli stessi ragazzi coinvolti nell'episodio li hanno poi ringraziati per l'aiuto.
Appena uscito l'articolo e notato il clamoroso errore, ci siamo affrettati a inviare una lettera di smentita al
quotidiano, e la stessa è stata pubblicata il giorno 1 luglio 2000 sempre su La Nuova Venezia.
Nella foto qui di seguito trovate l'articolo uscito il 26 giugno 2000 e a fianco la smentita pubblicata il 1 luglio 2000.