In Inghilterra e Germania il modello è già stato sperimentato: trasformare gli stadi in luoghi in cui il tifo è una componente
marginale. Supermercati per ricchi, poltroncine per vip annoiati e per industriali che possono proseguire le trattative
stando allo stadio, ristoranti e ogni genere di negozio.
Non più uno stadio in cui ritrovarsi e tifare, non più un luogo di aggregazione, ma un posto di incontro per svolgere
affari e per farsi vedere dalla televisione...
E poi rimproverano agli ultras di usare lo stadio per mettersi in mostra...
In Italia, ci hanno provato in passato con lo stadio del Giglio e ora ci vogliono riprovare con lo stadio di Perugia:
trasformare il curi in un enorme centro commerciale.
L'amministrazione comunale di Perugia, approvando all'unanimità un emendamento del sindaco Renato Locchi, ha concesso
al presidente del Perugia Calcio, Gaucci, lo "sfruttamento" dell'area del "Curi" per 80 anni.
Il progetto prevede in queste migliaia di ettari la costruzione di svariati centri commerciali, mega ristoranti, spazi
destinati a convegni e, un albergo su tre piani attaccato alla curva Nord.
Inoltre con questo accordo, il Comune di Perugia si impegna a concedere alla società calcistica 250mila euro all'anno
per 40 anni. In cambio, al Perugia spetterà la totale e completa manutenzione dello stadio e degli impianti.
Gli Ingrifati, gruppo ultra' della Nord, si sono da sempre opposti all'idea di stadio-mcdonald avviando, due anni e
mezzo fa, una campagna che aveva in qualche modo stoppato il progetto. Ora si ricomincia daccapo: volantinaggi,
striscioni esposti allo stadio e tessitura di reti sociali dal basso sono le loro armi contro l'Hotel "Curva Nord" e
contro il calcio-business.
L'impegno degli ingrifati
Il progetto per il nuovo stadio